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Alessia Mocci intervista Alessandro Cortese: ecco il romanzo La mafia nello zaino

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  “Ricordo che ero davanti la tivvù e che d’un tratto si interruppero le trasmissioni su tutti i canali. Ricordo la cronaca. Le scene dei film di guerra che erano però verità e non finzione. Io di quel pomeriggio mi ricordo tutto e lo conservo gelosamente… perché quell’evento ha contribuito a farmi diventare la persona che sono e io amo moltissimo la persona che sono. Se avessi mai scritto un romanzo sulla Sicilia, inevitabilmente, avrei dovuto raccontare dell’omicidio di Paolo Borsellino.” – Alessandro Cortese Un palazzo della memoria, le fondamenta de “La mafia nello zaino” sono i ricordi personali dello scrittore siciliano Alessandro Cortese (Messina, 1980). Edito nel 2022 da Il ramo e la foglia edizioni con copertina dell’artista palermitano Giulio Rincione, “La mafia nello zaino” è un romanzo che s’addentra nella buia realtà della Sicilia, quella menzionata nel titolo: la mafia. Con la voce e le aspettative di un ragazzino di appena dieci anni, Alessandro Cortese amal...

Alessia Mocci intervista Teresa Stringa: ecco la silloge poetica Pensieri

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  “Quel tempo furioso/ mi vide distratta./ Il futuro era solo un profumo,/ e fremeva la vita/ che il mio sguardo/ non poteva fermare./ Poi arrivò lei/ impetuosa avversaria,/ schiacciava il volere/ e ogni azione fermò./ Così, dall’anima nuda/ ogni cosa riappare:/ tutti i miei ieri ritornano veri:/ sono inerme e sorpresa/ dello sbadato vissuto./ […]” – dalla lirica “Risveglio” “Pensieri” è una raccolta poetica edita nel 2021 dalla casa editrice Tomarchio Editore . L’autrice, Teresa Stringa, è nata nel 1960 e fin da piccola, sia per dote innata sia per influsso degli amati genitori (il padre pittore e la madre amante della poesia e delle lettere), ha manifestato attitudini di estrema sensibilità nella scrittura in ogni sua forma. Apprezzare la bellezza divenne uno stile di vita che ha portato avanti nonostante gli studi tecnici. “Pensieri” è frutto di riflessioni sul buono della vita ma anche su quelle situazioni difficili a cui siamo chiamati a rispondere: una malattia i...

Alessia Mocci intervista Antonietta Fragnito: eccovi la raccolta La rosa, la cosa, l’anarchia del verso

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  “Da sempre sento che le parole, e non solo in poesia, sono le mie stanze e le stanze, si sa, hanno angoli bui.” – Antonietta Fragnito Parole come stanze i cui significati simboleggiano gli angoli bui. Con questa riflessione Antonietta Fragnito ci fa immergere nel suo stato mentale di “contenitore di significati” nel quale le parole vengono centellinate e selezionate accuratamente così come un pittore, nella sua tavolozza, cerca di giungere alla gradazione di colore di cui ha immagine solo nella mente. “Fare il pane/ Impastare il pensiero/ Addomesticare le cose// La credenza mi rotola nel palmo/ Una capinera fugge da una canzone/ e mi salta in petto// Mia madre che ricama nel cimitero” – “Il pane” “La rosa, la cosa, l’anarchia del verso” è stato pubblicato a gennaio 2022 dalla casa editrice Tomarchio Editore ed è ormai prossimo a seconda ristampa. È la seconda raccolta poetica dell’autrice, risultato di un premio assegnato dalla casa editrice siciliana per la migliore p...

Fibre di possibilità di Sergio Messere: la sovranità del Singolo nella potenza libera della sua natura

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        “[…] Un celere vapore/ adombra il mio capo/ reclinato:/ son per caso/ Io – Straniero –/ un fiore spezzato/ che setaccia/ per declivi e piani/ il deserto,/ necessaria inferia/ nelle rudi e sprezzanti mani/ d’un fato incerto?// […]” – “Io, straniero di Dio” L’Io si scruta, si adagia allo specchio, sente una fitta che dal petto si rivela come suono nell’orecchio: sono domande dello straniero, del viaggiatore, del poeta, del narratore. Perché la carne – il corpo – risiede in questo pianeta e la psiche – l’anima – setaccia il passato in cerca di appartenenza come se fosse “ un fiore/ in esilio ”? L’essere umano è decadente, insaziabile, ingrato, contaminato, lacerato, è un infante, un martire, un sapiente, un “ senza pace ” che dalla valle acclama e combatte dalla notte dei Tempi. La poetica di Sergio Messere partecipa della simbologia della vetta e della valle nella quale la prima è sede dello Spirito mentre la seconda dell’Anima che, con un fre...

Cartolina poesia di Rosario Tomarchio

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Amor mio! Eccomi seduto e penso a te, e mentre mi fermo per scrivere a te, per raccontarti l’emozioni di oggi, il pensiero vola via da te. Raccolgo i miei pensieri e ne disegno di nuovi, mi fermo un attimo per raccogliere un fiore, per guardare il cielo, il mare, la luna e le stelle, tutto parla di noi e ogni piccolo pensiero mi porta a perdermi e ritrovare rifugio nel tuo cuore   e stringermi appassionatamente tra le tue braccia. Ora che ho la mente occupata dalla tua presenza niente altro So scrivere solamente amor mio!    

No alla guerra poesia di Rosario Tomarchio

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  Amare: due punti che si uniscono In una retta parallela Come un fulmine che rimbalza   tra cielo e terra in un mondo dove tutti siamo fratelli e ci teniamo per mano.                   

La mafia nello zaino di Alessandro Cortese: un omaggio a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

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  “«E come gli altri non ha visto niente?». «Maresciallo, ma voi di dove siete?» chiese mia madre. «Siciliano, signora… proprio come quelli ancora nei paraggi». «E siciliano come me, non avete ancora capito che in Sicilia pigliamo tutti la pensione?». «E questo cosa c’entra?». «C’entra, c’entra, maresciallo. Perché in Sicilia siamo muti, ciechi e sordi. Avete capito? Menomati siamo, ma questa è solo mezza verità». «E l’altra mezza?». «L’altra mezza sta alle vostre spalle, sotto quel lenzuolo. Là c’è tutto quel che vi serve sapere… non vi basta?».” La scena si svolge in strada, il paese è accorso dopo aver sentito “ un boato, breve ma dall’eco persistente ”, Melina parla con il maresciallo: è stanca di sentire le solite domande e, dopo poche battute, si allontana con passo spedito tenendo stretta la mano del figlio. Fra tutti, l’unico ad essere stupito dal corpo steso a terra e dal lenzuolo è proprio lui, l’Io narrante, il figlio, un picciriddu di appena dieci ...