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Cielo poesia di Rosario Tomarchio

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Cielo L’uomo che ha vissuto mille anni ha visto le rovine di questo mondo, le tori cadere l’una sull’altra, bandiere innalzarsi e scendere, uomini cadere sotto il fausto destino. Macerie di pietre frantumassi, e tuoni illuminare notti scure e di generazioni abbattersi come tempeste su quell’uomo dai mille segreti. Ho visto nei secoli, parole d’amore accumularsi, parole dimenticati, il senso dell’amore perdersi, per perdere la fiducia nell’amore e ritrovarsi a rincorrersi in parole, attimi portati via dal tempo. Quell’uomo di mille anni, l’ho visto profeta e pellegrino tra la gente, amante, servo e amante, amami e vattene dolce amore mio. Amante di giorni felici, amante silenzioso di notti di passioni, notti illuminati di stelle di un cielo rosa, di un cielo lontano nel tempo, tempo dimenticato, mai perduto, tempo trascorso d’amante, con le parole più ricercate degli antichi poeti, parole ...

Etna poesia di Rosario Tomarchio

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Nobile donna di bianco vestita, sempre cara fosti ai gentil poeti, da greci e da latini innamorare facesti. Alle mani di uomo doni i tuoi frutti, con il profumo dei tuoi fiori li seduci. A agli dei a te cari con il miele E con il fuoco li riscaldi. Della Sicilia mia amata Tu sei la padrona. E al calar delle sera È il mio dolce mirar tra le stelle E la mamma natura ti saluta.      

Ricordi poesia di Rosario Tomarchio

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Ricordo un uomo e il suo sorriso spento. Ricordo i suoi occhi come il mar E il suo naufragare in un mare senza porto. Ricordo un uomo vivo e morto, morto nell’anima e nel corpo, morto per un male senza tempo. Ricordo una donna semplice e fragile. Fragile come il gesso nero Che disegna una vita, una vita da vivere e già perduta. Ricordo quell’attimo che fu, quelle parole smorzate Ricordo…           Dalla raccolta poetica " Ricordi di poesie"

Poesia d’amore di Eugenio Montale

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Ho sceso dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.

Parole

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Ci sono momenti in un uomo, in una donna che si formano strane rughe per rabbia, per attimi rumorosi dentro se che invadono il silenzio del tranquillo riposo.   Attimi di freddo, tristi, bui. Attimi di vita che si spezzano come gesso, attimi vissuti con il fuoco dentro, attimi vissuti come il mare calmo di calda sera d’estate. Attimi confusi che invadono Il silenzio dell’anima, la tranquillità della mente e in un giravolta di pensieri presi per mano per divenir parole di melodie senza tempo. Ci sono rughe sui volti di uomini e di donne che si chiamano sorrisi. Sorrisi che nascono da parole semplici, a volte dolcemente complicati, scritte sulla sabbia di un mare eterno e il tempo non porterà via. Ci sono parole che creano sorrisi, parole semplici come grazie. Grazie parola semplice e umile, che nobilita il cuore...

Quanto sei bella nuda poesia di Rosario Tomarchio

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Quanto sei bella nuda, con il tuo corpo che disegna morbide curve, con la tua pelle bianca dal profumo di sogni proibiti. Con le tue labbra rosse come ciliegi da mordere, con i tuoi occhi neri come la notte di luna piena.

Aspettando la notte del premio David di Donatello in compagnia del giovane regista Mario Coco

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Ciao Mario, grazie del tempo che ci dedichi. Aspettando la notte del premio David di Donatello. Ci fai da guida a questo importantissimo premio cinematografico? Mario Coco: Grazie a voi. E' sempre bello rispondere a domande intelligenti e piacevoli. Il David di Donatello, come saprete, è il premio cinematografico più importante che esista in Italia. Il modo migliore per farvi da guida credo sia tornare al glorioso Cinema Fiamma di Roma e al Teatro Antico di Taormina in tempi a noi lontani, in cui l'industria cinematografica italiana navigava nell'oro. Questo non significa che i premi, rivisti con gli occhi di oggi, fossero insindacabili, anche perché vigeva un pensiero critico rigido e spesso assurdo, a causa del quale, per esempio, un grande come Totò non venne mai insignito del David. Però chi, come me, ama visceralmente il cinema, non può non emozionarsi pensando a tanti nomi premiati nei primi decenni, quali Mario Monicelli, Vittorio De Sica, Pietro Germi, Eli...